Scena futura 2019

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la stagione 2019 all’Auditorium Ta
rassegna in matinèe per le scuole secondarie di secondo grado

 
 
 
28 gennaio 2019, ore 10.30
Teatri di Bari
ANFITRIONE

drammaturgia e regia Teresa Ludovico | con Michele Cipriani, Irene Grasso, Demi Licata, Alessandro Lussiana, Michele Schiano di Cola, Marco Falcomatà | musiche dal vivo Michele Jamil Marzella | spazio scenico e luci Vincent Longuemare | coreografia Elisabetta Di Terlizzi | costumi Teresa Ludovico e Cristina Bari | assistente alla drammaturgia Loreta Guario | collaborazione letteraria Lucia Pasetti | durata 90 min

Chi sono io se non sono io? Quando guardo il mio uguale a me, vedo il mio aspetto, tale e quale, non c’è nulla di più simile a me! Io sono quello che sono sempre stato? Dov’è che sono morto? Dove l’ho perduta la mia persona? Il mio me può essere che io l’abbia lasciato? Che io mi sia dimenticato? Chi è più disgraziato di me? Nessuno mi riconosce più, e tutti mi sbeffeggiano a piacere. Non so più chi sono!
Queste sono alcune delle domande che tormentano sia i protagonisti dell’Anfitrione, scritto da Plauto più di 2000 anni fa, che molti di noi oggi. Il doppio, la costruzione di un’identità fittizia, il furto dell’identità, la perdita dell’identità garantita da un ruolo sociale, sono i temi che Plauto ci consegna in una forma nuova, da lui definita tragicommedia, perché gli accadimenti riguardano dei, padroni e schiavi. In essa il sommo Giove, dopo essersi trasformato nelle più svariate forme animali, vegetali, naturali, decide, per la prima volta, di camuffarsi da uomo. Assume le sembianze di Anfitrione, lontano da casa, per potersi accoppiare con sua moglie, la bella Alcmena, e generare con lei il semidio Ercole. Giove-Anfitrione durante la notte d’amore, lunga come tre notti, racconta ad Alcmena, come se li avesse vissuti personalmente, episodi del viaggio di Anfitrione. Durante il racconto il dio provò, per la prima volta, un’ilarità che poi si premurò di lasciare in dono agli uomini.

 
Teresa Ludovico
Regista, autrice e attrice, dopo la laurea, compie un lungo percorso artistico sotto la guida di diversi maestri, in Italia e all’estero. Collabora con i Cantieri Teatrali Koreja di Lecce in qualità di attrice. È assistente alla regia di Marco Martinelli e attrice in alcuni suoi spettacoli. Nel 1995 si avvicina al teatro musicale con “Medea”, opera senza canto del compositore Giovanni Tamborrino. Nel 1993 entra a far parte del Teatro Kismet OperA di Bari: dal 1998 è regista stabile (“Bella e Bestia”, premio Eti Stregagatto 2002). Realizza due produzioni per il Repertory Theatre di Birmingham (“I Was a Rat!” e “The Big Firendly Giant”) e collabora con il Setagaya Public Theatre di Tokyo (“Yuki no Joou” e “Ningyohime”) e lo Za Koenji Public Theatre di Tokyo (“Tabi to Aitsu to Ohimesama”, premio Jido Fukushi Bunka Sho 2012 come migliore opera per le nuove generazioni, e “Pinocchio”). Riceve il premio Talento Donna – Puglia 2013 dall’assessorato regionale delle pari opportunità. Dal 2011 al 2016 cura la direzione artistica del Teatro Kismet OperA, ora Teatri di Bari. Attualmente è direttrice artistica del festival Maggio all’Infanzia.
 

 


 

7 febbraio 2019, ore 10.30
Teatro Eidos
L’UOMO DAL FIORE IN BOCCA E…

di Luigi Pirandello | regia Virginio De Matteo | con Mimmo Soricelli, Raffaella Mirra, Martina Iorio, Vincenzo De Matteo | fisarmonica Eduarda Iscaro | scenografia Claudio Mirra | costumi Nico Celli | direttore di scena Maurizio Iannino | luci e fonica Ada De Matteo | durata 60 min

 

L’autoanalisi di un uomo giunto al capolinea della vita, affetto da epitelioma, “il fiore in bocca”. Di notte, al caffè di una stazione, egli si confida con uno sconosciuto che, avendo perso il proprio treno, ha tutto il tempo per ascoltarlo. Le riflessioni che il protagonista porge al suo interlocutore assumono in alcuni momenti una forza altamente poetica e, attraverso un dialogo a dir poco metafisico, il drammaturgo agrigentino realizza una mirabile sintesi tra le parole della ragione e quelle del cuore. Alla messa in scena di uno degli atti unici più conosciuti di Pirandello si intreccia il racconto de “La giara”. Novella emblematica della letteratura del Premio Nobel che narra la storia di una beffa paesana sullo sfondo della campagna siciliana. Don Lolò si cova con gli occhi la sua bella giara nuova, che improvvisamente si rompe. Zì Dima, il conciabrocche, si cala nella giara e l’accomoda, ma quando si tratta di uscirne non ci riesce. Infuriato, Don Lolò manda a frantumare la giara contro un albero, liberando Zi Dima, che ne esce illeso.

 
Teatro Eidos
Nato nel 1986, dall’incontro tra artisti provenienti da scuole diverse, accomunati da una grande passione per il teatro. Rappresentando Euripide, Shakespeare, Cechov e altri autori, il gruppo comincia a girare per i vari teatri d’Italia. La svolta nel 1992 quando la compagnia sannita si accosta alla commedia dell’arte e mette in scena un canovaccio su Pulcinella. Le numerose produzioni per ragazzi, sempre più specifiche, affiancate al teatro tradizionale e di ricerca, hanno consentito di raggiungere traguardi artistici importanti, allestendo anche pièce scritte dal proprio laboratorio di scrittura. Organizza “AnGHInGò” e “Il paese dei sogni”, rilevanti rassegne di teatro per ragazzi.
 

 


 
14 febbraio 2019, ore 10
Catalyst / StArt.tip, insoliti progetti d’arte e teatro
LEZIONI DI FAMIGLIA (come sopravvivere alla comprensione ad ogni costo)

testo Donatella Diamanti | regia Fabrizio Cassanelli | con Greta Cassanelli, Francesco Franzosi, Letizia Pardi | disegno luci | elementi di scena Beatrice Ficalbi | durata 60 min

 
 
Due genitori come tanti, una figlia adolescente e una comunicazione che da complicata diventa a poco a poco impossibile. Urla, muro contro muro, sequestro del cellulare, trattativa, restituzione. E poi ancora urla, muro contro muro, sequestro del cellulare e del motorino, trattativa, restituzione… Intanto i manuali su come essere padri e madri di un adolescente lievitano sul comodino, i consigli di amici e parenti si decuplicano, le chat fra genitori su whatsapp s’infiammano. Ma ecco che un singolare annuncio arriva a illuminare la fine del tunnel: “Nessuno meglio di un adolescente conosce gli adolescenti. Se sei interessato a come vivere in pace con uno o più di loro scrivi a lezionidifamiglia@gmail.com”. Ed è così che nella vita dei due genitori come tanti piove Agata, 18 anni appena compiuti, che in cambio di una settimana di vitto e alloggio e una paghetta abbordabile, insegnerà loro – dopo averli “distrutti” ben bene – che in realtà non esiste soluzione perché, come cantavano i CCCP, “così vanno le cose, così devono andare…”

 
Catalyst
È un’impresa culturale che risiede dal 2005 al Teatro Corsini di Barberino di Mugello (FI) sviluppando, grazie al contributo dell’amministrazione comunale, Regione Toscana, MiBCT e Unione Europea, progetti di produzione, formazione, ospitalità, collaborazioni produttive e residenze creative che le hanno permesso di radicarsi nel territorio, con lo sguardo sempre rivolto all’Europa. Attività legate dall’idea di un Teatro Etico, per cui il luogo teatro si trasforma nello spazio della condivisione, per gli artisti e per il pubblico; dove si lavora con e per le nuove generazioni, intervenendo in modo politico sul reale.
 
StArt.tip, insoliti progetti d’arte e teatro
È un’associazione culturale no-profit fondata da Fabrizio Cassanelli, Donatella Diamanti, Antonella Moretti e Letizia Pardi, liberi professionisti impegnati nell’ambito dello spettacolo e della comunicazione attraverso la realizzazione di forme originali ed inedite di eventi riferibili a: produzioni teatrali, programmazione, formazione, workshop di teatro educativo, festival, convegni, performance artistiche, incontri e dibattiti sui temi sensibili della contemporaneità. Pone al centro delle proprie attività il valore sociale dei processi culturali, ideando e realizzando progetti ed eventi al servizio della società civile e delle istituzioni, con particolare riferimento al teatro contemporaneo per le nuove generazioni, all’impegno civile e la legalità, alla valorizzazione delle differenze e delle marginalità, per una cultura di cittadinanza, di solidarietà, di inclusione e di parità di genere. Offre consulenze progettuali e collabora da anni con artisti, associazioni nazionali legate alla società civile, aziende culturali, teatri, pubbliche istituzioni.
 

 


 

26 febbraio 2019, ore 10.30
Teatro Popolare d’Arte
MARE MOSSO ANNULLATO

un progetto di Gianfranco Pedullà | drammaturgia Manuela Critelli | regia Gianfranco Pedullà | con Gianfranco Quero, Gaia Nanni, Vincenzo Infantino, Ananias Dissekuoa | scene Claudio Pini | immagini Vania Pucci e Ines Cattabriga | musiche originali Jonathan Faralli | luci di Marco Falai | costumi di Rosanna Gentili | collaborazione tecnica di Saverio Bartoli |  in coproduzione con Giallo Mare Minimal Teatro / Mibact / Regione Toscana | durata 50 min

Uno spettacolo d’avventura. Si salpa per il Mediterraneo insieme a due pescatori: un padre, lupo di mare che conosce quasi tutti i segreti del mare, e un figlio che sta imparando la nautica e che, insieme alla paura del mare e allo stupore per tutto ciò che contiene, ha una gran voglia di partire. Nel viaggio dei due protagonisti la geografia reale del Mediterraneo si mescola a una geografia fantastica nella quale appaiono Scilla e Cariddi, Cola Pesce, Tifeo, insieme ad altri mostri marini vecchi e nuovi. Antichi miti appariranno quasi nuovi durante la navigazione, quando si solcheranno le acque calme o quando il mare mosso farà provare la tempesta, quando si pescheranno le cose più strane, o quando uno stormo di gabbiani passerà sulla testa dei naviganti.
In questa fiabesca confusione fra reale e immaginario alla fine appaiono loro, i migranti. Anche loro solcano il Mediterraneo che è stato per millenni il centro di grandi civiltà il fecondo luogo di incroci di lingue e culture, i migranti sono dei grandi viaggiatori, come Ulisse e come noi, che cerchiamo sempre altri lidi. Niente di più semplice che decidere di raggiungere insieme Itaca, dove ognuno potrà fare in piena libertà quello che desidera, quello che sogna e spera.

 
Teatro Popolare d’Arte
Nel 1980 nasce la compagnia Mascarà Teatro, che diventa nel 1992 Teatro Popolare d’Arte con la direzione artistica di Gianfranco Pedullà, regista e storico del teatro. La compagnia opera guidata da una forte attenzione alla formazione del pubblico e realizzazione di spettacoli per un teatro popolare di qualità, rispondente a una poetica di “visionarietà”, ricca di tensioni contemporanee. Dal 1983 gode del riconoscimento ministeriale e dal 1992 di quello regionale. Dal 2010, col sostegno del Comune di Lastra a Signa, gestisce il Teatro delle Arti collocato nell’area metropolitana fiorentina, riconosciuto dal 2013 Teatro di Residenza dalla Regione Toscana, perseguendo un modello europeo di proposta originale dello spettacolo dal vivo. Il teatro propone varie forme di Teatro Popolare Urbano attraverso queste caratteristiche primarie: incrocio dei vari linguaggi (teatro, cinema, danza, arte, fotografia), proposte per tutte le generazioni di spettatori, sviluppo di varie funzioni (produzione, ospitalità, formazione a vari livelli).
 

 


 

13 marzo 2019, ore 10
Nonsoloteatro
UNA STORIA DISEGNATA NELL’ARIA per raccontare Rita, che sfidò la mafia con Paolo Borsellino

di e con Guido Castiglia | realizzato in collaborazione con Piera Aiello (testimone di giustizia) | collaborazione alla messa in scena Fabrizio Cassanelli | scenografia e disegno luci Lucio Diana | luci e fonica Franco Rasulo | in collaborazione con Associazione Libera | durata 60 min

 

Prima di combattere la mafia devi farti un autoesame di coscienza e poi, dopo aver sconfitto la mafia dentro di te, puoi combattere la mafia che c’è nel giro dei tuoi amici. La mafia siamo noi e il nostro modo sbagliato di comportarsi. [Rita Atria]
Uno spettacolo nel quale l’arte della narrazione mira diritto al cuore dei ragazzi facendo emergere, con l’intelligenza delle emozioni, la fragilità di una adolescente trovatasi al centro di uno dei momenti più drammatici della nostra Repubblica: le stragi di mafia. La storia di Rita Atria (1974-1992), la più giovane testimone di giustizia in Italia, è emblematica. È una storia nella quale emerge forte il desiderio di affermare una realtà libera da veti e mutismi, da intimidazioni velate e soprusi subiti. Lo spettacolo racconta di Rita, dei suoi “tatuaggi emotivi”, della sua voglia di vivere e della sua capacità di trasformare, grazie all’aiuto di Paolo Borsellino, il sentimento di vendetta in senso di giustizia.

 
Nonsoloteatro
Nasce nel 1993 dall’incontro di competenze teatrali e organizzative consolidate. La compagnia, diretta da Guido Castiglia, si rivolge in maniera specifica al teatro per ragazzi e la drammaturgia da cui trae nutrimento è una scrittura in grado di fondere due sguardi differenti, adulto e infantile (o adolescenziale) attraverso una visione poetica e ironica. Lo stile ironico e talvolta surreale, peculiare di Nonsoloteatro, nasce da un “Fare Teatro” che trova alimento e sostegno da una costante frequentazione con il pubblico al quale si rivolge. Le produzioni teatrali, dal 1993 ad oggi, sono distribuite in Italia e all’estero, riscuotendo interesse e riconoscimenti nazionali tra i quali si evidenziano: il Premio Eti-Stregagatto 2004 a “Ernesto Roditore, guardiano di parole” come migliore spettacolo per l’infanzia, l’Eolo Award 2012 a “Branco di scuola, una semplice storia di bullismo” come migliore drammaturgia per i giovani, la menzione speciale a Giocateatro Torino 2013 a “B come Babau” e la collaborazione con Piera Aiello (testimone di giustizia) e Libera Piemonte per lo spettacolo “Una storia disegnata nell’aria, per raccontare Rita che sfidò la mafia con Paolo Borsellino”. Inoltre, la Compagnia organizza da più di vent’anni, rassegne teatrali per le famiglie e per le scuole di ogni ordine e grado nella Città di Pinerolo e in altre piazze del Piemonte occidentale. Dal 2013 Nonsoloteatro somma le sue forze con Unoteatro per un nuovo progetto d’impresa.
 

 


 
21 marzo 2019_ore 10.30
Areté Ensemble
LEOPARDI ANNULLATO

di Giacomo Leopardi | diretto ed interpretato da Saba Salvemini e Annika Strøhm | durata 55 min

 
 
 

Una bara, due attori e le operette di Leopardi. Uno spettacolo in un bianco e nero a riflettere il grottesco ed il profondo della vita. Un Leopardi elegante, tragicomico, folle e… necessario in questi tempi bui. Solo testi di Leopardi integrali.

“… quando non solamente si persuadevano (gli esseri umani) che le cose del mondo non avessero altro uffizio che di stare al servigio loro, ma facevano conto che tutte insieme, allato al genere umano, fossero una bagattella”.

Come ad entrare in un mondo fantastico prenderanno vita: Dialogo della Moda e della Morte, Dialogo di un Folletto e di uno Gnomo, Dialogo di Malambruno e di Farfarello, Dialogo di un venditore d’Almanacchi e di un passeggere, L’Infinito.

 
Areté Ensemble
È un’associazione culturale nata da un’idea di Annika Strøhm e Saba Salvemini che ne compongono il nucleo principale a cui si sono uniti un ensemble di artisti internazionale. La compagnia debutta nel anno 2007 con “La notte poco prima delle foreste” di Koltès, da allora ha realizzato diversi spettacoli teatrali che hanno circuitato in Italia e all’estero con notevole successo: “Clitemnestra o il Crimine” (2008), “The Problem” (2010), “Medea” (2011), “Una Scimmia all’Accademia” (2012), “The curry room” (2013), “I vestiti nuovi dell’imperatore” (2014), “Leopardi” (2017). Molti sono i laboratori teatrali realizzati in teatri e scuole sul territorio nazionale. Inoltre, si occupa di produzione cinematografica. I suoi cortometraggi sono stati selezionati da festival italiani e esteri ottenendo diversi riconoscimenti (Genova Film Festival, Wordless Film Festival, Filmstock Festival, Detmold Film Festival, PiemonteMovie Film Festival…).
 

 


 
10 aprile 2019_ore 10
Principio Attivo Teatro
DIGIUNANDO DAVANTI AL MARE per un racconto su Danilo Dolci

un progetto di Giuseppe Semeraro | drammaturgia Francesco Niccolini | regia Fabrizio Saccomanno | con Giuseppe Semeraro | durata 60 min

 
 

La figura di Danilo Dolci sfugge a qualsiasi tentativo di classificazione: poeta, intellettuale, pedagogo. Dopo un breve viaggio in Sicilia decide di ritornarci e di mettersi al fianco degli ultimi, dei diseredati, dei banditi come li chiamava lui stesso. Negli anni Cinquanta organizza e promuove tantissime manifestazioni e scioperi in difesa dei diritti dei contadini, dei pescatori, dei disoccupati. Il suo attivismo gli valse due candidature a premio Nobel per la pace e il riconoscimento a livello internazionale del suo operare. Sempre in quegli anni con i contadini progetta e realizza una radio clandestina, un asilo, una diga, l’università popolare insieme a tanti progetti culturali. Voleva, con i disoccupati siciliani, ricordare all’Italia intera che per la Costituzione italiana il lavoro è un diritto ma anche un dovere se questo lavoro ha un’utilità pubblica. Durante una manifestazione Dolci fu arrestato assieme ad alcuni collaboratori, ne segui un processo che segnò un profondo spartiacque nell’Italia del dopoguerra.

 
Principio Attivo Teatro
Tra le compagnie di punta della scena teatrale pugliese, lavora in Italia e all’estero. Riceve numerosi riconoscimenti, tra cui il premio Eolo Awards come migliore spettacolo di teatro ragazzi e giovani nel 2010 con “Storia di un uomo e della sua ombra (Mannaggia ‘a mort)” e per la migliore drammaturgia dell’anno nel 2013 con “La bicicletta rossa”. Datate 2015 le produzioni più recenti: “Opera Nazionale Combattenti”, lavoro di teatro contemporaneo destinato ad un pubblico adulto, e l’anteprima nazionale di “Digiunando davanti al mare, per un racconto su Danilo Dolci”, spettacolo di teatro di narrazione.
 

 

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Scena futura 2019

informazioni e prenotazioni:
ufficio scuola CREST | via Grazia Deledda snc, 74123 Taranto
Cinzia Sartini (responsabile) – cinziasartini@teatrocrest.it

tel. 099.4725780 (interno 3) – fax 099.4725811

 

 

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  Crest News | redazione web